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La tutela dell’integrità fisica e della personalità morale nel lavoro che cambia.

Con contributi di Fernando Cecchini, Vindice Deplano, Marco Immordino, Walter Lamanna, Roberto Panzarani.

Il motore della società industriale è stata la lunga marcia dei lavoratori verso l’emancipazione dai bisogni, conquista dopo conquista, una marcia passata attraverso errori e sconfitte. La conquista del diritto a soddisfare i bisogni di sopravvivenza e di sicurezza, il diritto ad una vita dignitosa per se e la propria famiglia, il diritto al riconoscimento del proprio ruolo nella costruzione del bene comune.

L’anelito alla libertà, coniugata attraverso la partecipazione alle scelte e alle decisioni che incidono sul proprio destino  ha avuto come motore il bisogno di emancipazione dei lavoratori, emancipazione dai bisogni.

Quando ho suggerito La tutela dell’integrità fisica e della personalità morale nel lavoro che cambia come titolo per un seminario ho pensato che occorresse sottolineare due elementi:

-          come tra i rischi che siamo chiamati a valutare, quando compiliamo i Documenti di Valutazione dei Rischi, c’è la tutela della personalità e della dignità del lavoratore, un rischio al pari degli altri, come l’esposizione ad agenti fisici, piuttosto che a sostanze chimiche nocive, od altri più facilmente percepibili;

-          questo rischio va considerato tenendo conto che le forme di lavoro che valutiamo sono molto diverse da quelle che siamo abituati ad immaginare, occorre valutarlo in funzione del lavoro che cambia, che è profondamente cambiato alla luce delle innovazioni tecnologiche (internet in mobilità, il web 2.0, i social media) e della globalizzazione.

Non a caso nelle forme di lavoro moderno tra i rischi emergenti appaiono assumere sempre più importanza i rischi psico-sociali. Un titolo quindi modernissimo. Eppure altro non è che l’art. 2087 del nostro Codice Civile, approvato il 16 marzo 1942, in pieno conflitto mondiale, il quale afferma

    l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica,  sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

 

Iniziativa nell’ambito della campagna europea 2014-2015:  Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato.

 

Volume e-book: 4,50 €

Per acquisti on line:  http://www.edizionipalinsesto.it/



La censura su amazon: Mister Eternit blocca il libro sul disastro ambientale.

Di Piero Bosio

“Quel libro non deve uscire su Amazon nella sua versione inglese. Bloccatelo”. E così è stato. Il capo dell’Eternit Stephan Schmidheiny ha scatenato i migliori avvocati svizzeri per bloccare l’uscita dell’ e-book promosso dalla casa editrice Falsopiano e l’Isral (Istituto storico della Resistenza di Alessandria).

Il libro digitale in versione inglese, dal titolo The Big Trial (Il Grande Processo) , era stato scritto dal magistrato Sara Panelli, uno dei tre pubblici ministeri (insieme a Guariniello e Colace) del maxi processo di Torino contro l’Eternit , e da Rosalba Altopiedi, consulente per la Procura in quella inchiesta. Il testo racconta e ricostruisce alcune fasi del processo Eternit e del principale accusato, Stephan Schmidheiny.

Schmidheiny è un imprenditore svizzero, condannato a 18 anni di carcere dalla Corte d’Appello di Torino per il disastro ambientale provocato dall’amianto negli stabilimenti Eternit e nei territori ad essi limitrofi in Italia.

Successivamente salvato, prosciolto in via definitiva per intervenuta prescrizione del reato di disastro. Attualmente è l’unico imputato nel processo Eternit bis per omicidio di 258 persone, tra residenti ed ex-lavoratori degli stabilimenti Eternit di Casale Monferrato e Cavagnolo, deceduti tra il 1989 e il 2014 per mesotelioma pleurico provocato dall’amianto, sostanza cancerogena.

La pubblicazione dell’e-book sul caso Eternit avviene a fine 2014 in lingua italiana, e a inizio del 2015 in inglese. Ma il 10 marzo scorso l’ufficio legale di Amazon, che doveva pubblicare il libro, scrive alla casa editrice Falsopiano e all’Isral di aver ricevuto una lettera da uno studio legale svizzero, per conto di Stephan Schmidheiny, in cui si contesta il contenuto dell’e-book sul processo Eternit e si chiede a Amazon, pena azioni legali, di bloccare immediatamente l’uscita del libro.

Motivo: lede l’immagine di Schmidheiny. Secondo i legali di Schmidheiny, nell’e-book viene definito colpevole in quanto si citano solo le condanne dei primi due gradi giudizio , conclusi con la condanna a 16 anni, aumentata a 18 in Appello. Si tace invece – secondo i legali – sull’esito della sentenza della Corte di Cassazione del novembre 2014 in cui Schmidheiny viene rilasciato per prescrizione (giova ricordare che la prescrizione non significa affatto essere innocenti o estranei ai fatti, che restano quelli contestati al processo e riconosciuti con sentenza di colpevolezza anche in Appello. E la stessa Cassazione non ha messo in discussione il merito delle accuse a Schmidheiny, ma ha dato una sua interpretazione sui termini della prescrizione).

I legali del capo di Eternit hanno sfruttato il fatto che quando è uscita la prima versione del libro, la sentenza di prescrizione non erano ancora stata emessa e quindi non poteva essere pubblicata nell’ e-book.

Ma una delle due autrici del libro digitale, Rosalba Altopiedi, ricorda di aver redatto poi per le due edizioni dell’e-book una postfazione che integra appunto la sentenza della Cassazione, con la prescrizione.

“Sono molto amareggiata, arrabbiata, io avrei voluto resistere contro questa censura del nostro libro, ma non abbiamo la forza di contrapporci a Eternit in una battaglia legale”, ci dice al telefono Carla Nespolo, combattiva presidente dell’Istituto storico della Resistenza di Alessandria che ha promosso l’e-book.

“Schmidheiny – continua Nespolo – ci ha censurati perché, se dell’Italia non gliene frega niente, ha invece avuto paura che con la versione inglese su Amazon si sapesse nel mondo cosa è successo all’Eternit”.

Ora resta la versione italiana del libro Il Grande Processo (se siete interessati potete contattare anche l’Istituto storico della Resistenza di Alessandria). Per quella in inglese invece è stato scritto “non ordinabile sino al 31-12- 9999”, cioè mai. Never.

Segnaliamo anche che in questi giorni è uscito il film sul caso Eternit del regista Francesco Ghiaccio: Un posto sicuro, un storia scritta insieme a Marco D’Amore, di cui ha scritto Barbara Sorrentini in questo articolo.


 Fernando Cecchini

Dal mobbing al disagio allo stress correlati al lavoro

Capire per tutelarsi nel lavoro che cambia

 

8 marzo 2016

Quando si parla di violenza sulle donne si è portati a pensare ad azioni efferate e violente che avvengono spesso in famiglia o nella società e che hanno, talvolta, il loro epilogo drammatico nei “femminicidi”; ma una violenza più subdola si sviluppa spesso anche nel contesto lavorativo sotto forma di comportamenti discriminatori o vessatori connessi all'attività lavorativa, in questi casi non si tratta di normali vertenze, in questi casi è qualcosa di più. Spesso nelle parole delle lavoratrici che si rivolgono a noi per problemi correnti dobbiamo riconoscere l’esistenza di ‘altri’ problemi, difficili da individuare e talvolta da confessare.

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Ricerca attiva delle patologie professionali e miglioramento delle notizie sullo stato di salute dei lavoratori: l’occasione dei Piani Nazionale e Regionali della Prevenzione:

 

a cura di Laura Bodini

 

Due Seminari sulle malattie professionali il 18 settembre a Milano e il 30 ottobre a Viterbo, sul tema “Ricerca attiva delle patologie professionali e miglioramento delle notizie sullo stato di salute dei lavoratori: l’occasione dei Piani Nazionale e Regionali”, rivolti al mondo dei servizi di prevenzione e medicina del lavoro delle ASL.

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Concludendo l’obiettivo di questo corposo Dossier rappresenta alcuni spunti importanti di riflessione:

1.    Utilizzare nella programmazione degli interventi di prevenzione e controllo i tanti dati disponibili del sistema informativo

2. Fare emergere i rischi presenti nel sistema produttivo incrementando migliori analisi delle valutazioni del rischioe soluzioni ai problemi ad iniziare dal rischio chimico e di esposizione a cancerogeni e rischio muscolo-scheletrico in accordo con i Piani Prevenzione.

           3. Migliorare l'appropriatezza della diagnosi di malattia professionale e dei programmi di sorveglianza sanitaria.             

         4. Registrare l'efficacia delle misure di prevenzione adottate con un confronto per lavorazioni e comparti, tema che dovrà essere ripreso nel futuro.

         5. Potenziare e valorizzare le competenze professionali sanitarie nei servizi ASL : medici del lavoro, psicologi del lavoro, assistenti sanitari come quelle tecniche diversificate: tecnici della prevenzione ma anche chimici e ingegneri.

 

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